martedì 22 aprile 2008

Oh! Che Bel Castello...



Marcondirondirondello!


Oh! Che Bel Castello


Marcondirondirondà.


Aperta ufficialmente la raccolta di adesioni per mandare a quel-paese-sapessi-quanta-gente-che-ce-sta l'inventore di una tale aberrante filastrocca.


Vi rendete conto che a girare sempre in tondo ripetendo questa orrida cantilena ( ci sono molte nd in questa frase , sta diventaNDo cacofonica..) i bambini corrono il serio rischio di diventare scemi??

O Quantomeno fortemente provati nell'animo.

Ho ancora gli incubi provocati dalle Tre Civette Sul Comò, o dalla paura di pestare la Cacca di Pierin passando sotto il Ponte di Malacca.

Ma poi, l'escremento, come mai si misurerà??


E che dire del Povero Cecco Rivolta?

C'era una voltaCecco Rivolta.Ruzzolò per le scale,si ruppe il collo e non si fece male;e all'ultimo scalino si ruppe il mignolino.

Non solo sfigato, ma non poteva nemmeno mangiarsi in santa pace un piatto di maccheroni che se la faceva nei calzoni, pestato dalla genitrice , ingiuriato dal medico, e alla fine pure schiattato.


Orbene, se camminando per strada vi imbatterete in persone intente a seguire la linea del marciapiede o ad evitare accuratamente di passare sotto i cornicioni, o a tagliare i maccheroni con il coltello invece di rivoltarli...


Sapete di chi è la colpa.

lunedì 14 aprile 2008

Good Morning L'Aquila!!!



Siete pronti ad affrontare il Lunedì??
Sii?
Noo?
Forsee??
Bene, in ogni caso, che siate preparati o meno, che stiate rotolando giù dal letto trascinandovi dietro le coperte nel disperato tentativo di dormire " ancora 5 minuti..." o che siate già imbottigliati nel traffico mattutino delle tangenziali , sappiate che alle ore 9 e 53 minuti il telefono ha squillato 36 volte per 20 richieste rompiconigli, 14 problemi esistenziali senza-pc-non-posso-lavorare ( leggi: ho incasinato il pc perchè scarico tutta l'immondizia del mondo e non posso giocare a spider facilitato mentre faccio finta di lavorare) 1 chiamata della suocera 1 deficiente che ha scardinato le cartucce dalla stampante " per sostituirle"..

Si aggiunga:

che non ho ancora preso il caffè
che i jeans pagati 108 euro stingono di blu e ho le mani che sembro puffetta
che i tecnici sono in ferie e c'è da lavorare
che la lista di nozze è esaurita e non ho nemmeno consegnato tutte le partecipazioni
che sta entrando il probabile 37esimo rompicoglioni
Senza il probabile.



venerdì 28 marzo 2008

Lista essenziale..

Lo so che Me è latitante.. Vorrei avere la capacità di saper organizzare tutto nei minimi dettagli, mantenendo però la calma e soprattutto, riuscendo a tenere le cose in ordine.
Puntualmente però, Me è sommersa da quintali di carte scontrini, fogli indispensabili che non riuscirò mai a buttare , biglietti vidimati, ricevute e promemoria , ognuno dei quali mi ricorda un momento assolutamente fondamentale e buttare equivarrebbe a cancellare.
Puntualmente, Me realizza che le cose che servono effettivamente sono SOTTO i quintali di roba di cui sopra.
Puntualmente, Me deciderà che è necessario e buono scrivere un promemoria delle cose da fare:

1. riordinare
2. buttare carte
3. preparare cartellina per documenti
4. Ritirare certificati
5. Consegnare certificati
6. Finire di scrivere indirizzi
7. Spedire partecipazioni
8. Recuperare partecipazioni portate a casa di lui ma non consegnate
9. Consegnare partecipazioni
10. Urgente - riordinare scrivania
11. Bollo Auto
12. Vedere per bomboniere
13. appuntamento 2nda prova trucco- chiedere di cambiare quella cosa oleosa che mi è stata spacciata per " base Trucco". Non è base, sono sabbie mobili..
14. Appuntamento 2nda prova parrucco - spiegare che se chiedo un semi-raccolto non vuol dire che voglio lo chignon e i capelli leccati anni 20, specie dopo aver passato gli ultimi tre ANNI a farmi crescere i capelli. Per poi legarli????
15. Urgente ritirare certificati Chiesa di Quasi Marito
16. Brani per intrattenimento musicale ricevimento. Spiegare ai suoceri e consuoceri che Ricevimento non è sinonimo di Sagra Paesana o Festa Patronale.
17. Ho già detto che devo scrivere gli indirizzi?
18. Francobolli
19. Decidere menu. Persuadere con maestria il Quasi Marito a rinunciare alla Rana Pescatrice in favore degli involtini di Scampi e asparagi o di Qualsiasi Altra cosa, ho mangiato Rana Pescatrice negli ultimi 7 banchetti cui sono stata.
20. Alternativa alla Sapiente Persuasione: corrompere lo staff della Villa perchè dichiarino estinta qualsiasi forma di vita inerente alla Rana Pescatrice
21. Regali per i testimoni.
22. Urgente Bomboniere.
23. Qualcuno sta preparando il caffè?
24. Sto mangiando troppa cioccolata. Ma quella storia che le Quasi Spose dimagriscono e devono stringere il vestito?
25. Sono Ingrassata. Informarsi se ci sono i presupposti per sporgere querela verso ignoti.
26. Meno male . Domani è Sabato.
27. Pulire Casa nuova. Quasi Marito ha deciso oggi che doveva cambiare l'acqua dell'acquario marino.
28. L'Acqua di Mare contiene sale. Il sale lascia evidenti tracce sul parquet. L'effetto combinato di acqua-sale-ciabattastrusciatasugocciadiacqua è capace di distruggere il sistema nervoso femminile in 0.001 nanosecondi.
29. Ricomprare detersivo per Parquet.
30. Dov'è la Cioccolata??

martedì 4 marzo 2008

Parole






Il caos era quello solito di una delle mie domeniche frenetiche. Stavolta l'unica differenza sembrava essere che, al contrario delle altre giornate, la confusione era anche dentro di me.
Rumore dentro, rumore fuori. Tanto vale. Tutto quel frastuono mi serviva per non pensare.
La gente parla veloce, quasi spezza le parole, le lascia a metà in gola e sputa fuori mozziconi di sentenze e stereotipi .
E' triste: nessuno parla più con il cuore, la gente vive nel rumore e non ascolta più il dolce suono del silenzio.
L'aria era appiccicosa e calda.
Non so come è successo. Li ho sentiti, in mezzo a tutto quel rumore , li ho sentiti , mentre passeggiavano tra le gocce di pioggia fastidiosa, scansando le persone indaffarate a non far niente.
Lei aveva i capelli lunghi, ricci, ribelli sulle spalle, lui sembrava un ragazzetto troppo cresciuto, con la bandana rossa sulla zucca pelata e i calzoni al polpaccio.
Li ho ascoltati, non so come, mentre parlavano con la lingua dei gesti e dello sguardo,come solo chi non ha voce può fare, senza poter distogliere l'attenzione.
Che invidia. Loro sì che sanno cosa vuol dire parlarsi.
L'incredibile è che facevano più baccano di tutti, quei due là.

mercoledì 20 febbraio 2008

La Bottega

La via, all'improvviso , si tuffava , ripida, si immergeva in un susseguirsi di case addossate le une alle altre, dai portoni con grandi stipiti in pietra e le finestrelle laterali, basse, chiuse da inferriate vecchie come il tempo.
Si intrecciavano le scalinate fino ai vicoli nascosti del paese vecchio, giù per la via di sotto..
In uno slargo,tra le case, c'era una porta verde, di quelle di legno pesante screpolato e riverniciato grossolanamente, tanto da lasciare grumi di colore nelle fessure.
D'estate, la porta era sempre aperta, la tendina bianca , di stoffa leggera, stava delicatamente sollevata a metà e fissata alla bell'e meglio ad un gancio nel muro.
Dentro stava Zia Maria, grassoccia, rubiconda, a sferruzzare con l'uncinetto, in quella bottega minuscola piena dell'odore della farina e della pasta sfusa che dava bella mostra di sè nei cassetti a vetro di un enorme mobile tinteggiato di verde come la porta.
Sgattaiolavo dentro, mi attirava il gigantesco barattolo di vetro, panciuto, che stava sul bancone. Pieno di caramelle gommose e zuccherine, tutte colorate, striate, ricoperte. Una diversa dall'altra.
Arrivavo a malapena a sfiorare il piano del bancone con le dita e spingendomi con forza sulla punta dei piedi.
Zia Maria sorrideva sorniona, si alzava solo per servire le anziane signore avvolte in scialli scuri che passavano per le uova di giornata e per il pane caldo di forno.
Io aspettavo, ciondolando sulle gambe, la lingua sporgente e le manine dietro la schiena, aspettavo e aspettavo.
Zia Maria allora mi prendeva in braccio, e finalmente mi lasciava infilare la mano golosa nell'immenso barattolo per afferrare il mio tesoro.
Che bello, essere felici per una caramella.


martedì 12 febbraio 2008

Flamenco


L'asfalto è vestito di ghiaccio, le chiazze di neve sporca agli angoli del piazzale invaso di macchine hanno riflessi aranciati per colpa dell'unico lampione sbattuto proprio nel mezzo..
Cicaleggiare di gente infreddolita, gente che aspetta di dare il via al divertimento.. Popolo di una notte di fine inverno pronto a stiparsi nelle sale in penombra del locale alla moda..
Un pesante drappo di tessuto nero nasconde l'ingresso e separa l'attesa dalla frenesia della musica pompata..
Niente di nuovo sul fronte occidentale.. Pavimento lucido, pareti di mattoncini ruvidi , esili sgabelli hi-tech, ragazze annoiate al bancone del bar..
Perfino i coktails colorati hanno l'aria depressa.. i cubetti di ghiaccio fanno a gara a sciogliersi prima che l'invasione abbia inizio..
Due gradini.. Un separè di lamina nera... la pista , fasci di luce tenue tagliano l'ombra di sbieco..
Addossati alla parete ci sono un tamtam, una chitarra ed un violino.... Frazioni di tempo..ora ci sono un tamtam una chitarra un violino e 6 mani che delicatamente ma intensamente fanno entrare emozioni in questa cappa di ordinario divertimento..
E' comparsa all'improvviso.. Aveva un vestito rosso fuoco, i capelli a crocchia raccolti, orecchini da zingara, labbra rosse ..
Le balze della gonna frusciavano a tempo di musica..
I suoi tacchi hanno iniziato una danza infernale.. ritmica, lenta, frenetica,lenta..
Magnetica.
Ti afferra, come una calamita, ti cattura , scopre le caviglie sottili segnate dal cinturino delle scarpette..
Scatti felini, mille ricami disegnati nell'aria dalle mani..
Lei, la musica, il violino stridulo, il tam tam.. silenzio.
Il mento alto a sfidare la platea ammutolita..
Può essere solo battito di mani..
Può essere solo flamenco.

sabato 9 febbraio 2008

Mattinata


Come diceva Zarathustra: nella vita, che tu cammini e ti muovi, o siedi e aspetti, prima o poi uno stronzo lo incontri.

Paolo Ross
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